Thailandia, Vietnam, Indonesia, Giappone: quattro Paesi, quattro regimi

Thailandia, Vietnam, Indonesia e Giappone applicano quattro regimi di ingresso diversi ai viaggiatori italiani, e ciascuno è cambiato negli ultimi anni. La fonte da consultare è la rappresentanza diplomatica di ciascun Paese, poco prima della partenza. Quello che non cambia è la preparazione: passaporto valido a lungo, biglietto di ritorno, e una copertura sanitaria che regga la distanza.

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Non esiste una regola per l’Asia. Esistono quattro Paesi con quattro regimi che cambiano ciascuno per conto proprio, ed è il motivo per cui questa è una pagina di metodo e non una tabella di risposte.

Perché una tabella sarebbe sbagliata

Negli ultimi anni la Thailandia ha rivisto le durate di soggiorno ammesse, il Vietnam ha modificato più volte il suo sistema di autorizzazione elettronica, l’Indonesia ha cambiato la sua all’arrivo, e le condizioni giapponesi hanno seguito le proprie evoluzioni. Una tabella pubblicata oggi e non aggiornata domani manderebbe qualcuno all’aeroporto con la pratica sbagliata.

Applichiamo qui la stessa regola di tutto il cocon: una condizione di ingresso si pubblica con la sua fonte e la sua data, oppure non si pubblica.

Dove si verifica, Paese per Paese

PaeseFonte da consultare
ThailandiaAmbasciata o consolato thailandese competente per la residenza
VietnamPortale ufficiale vietnamita per l’autorizzazione elettronica, o l’ambasciata
IndonesiaAmbasciata o consolato indonesiano, e il portale ufficiale per l’autorizzazione
GiapponeAmbasciata o consolato giapponese

La verifica si fa a ridosso della partenza, non solo al momento di prenotare: tra le due cose passano spesso mesi.

Quello che vale per tutti e quattro

  1. Passaporto con validità residua ampia. Molti Paesi dell’area chiedono diversi mesi oltre la data di uscita.
  2. Biglietto di uscita dal Paese. Lo controlla la compagnia aerea all’imbarco, e blocca chi viaggia con la sola andata.
  3. Un itinerario coerente con quanto dichiarato.
  4. Le tappe multiple si sommano. Tre Paesi sono tre pratiche.

La parte che conta più della pratica

La distanza. Un rimpatrio sanitario dal Sud-est asiatico è lungo e caro, e la prima domanda pratica non è quanto copre la polizza in totale, ma se il rimpatrio è a spese reali e chi risponde al telefono alle tre del mattino italiane.

Due esclusioni da verificare prima di firmare, perché riguardano esattamente quello che si va a fare in queste destinazioni: le immersioni e la guida di uno scooter, spesso trattate come rischi particolari.

La tessera sanitaria europea non vale in nessuno di questi Paesi. Il confronto delle coperture è nel comparatore.

Domande frequenti

  • Esiste un visto unico per il Sud-est asiatico?
    No. Ogni Paese ha il proprio regime, la propria durata di soggiorno ammessa e le proprie condizioni, e non esistono titoli regionali validi per più Stati. Un itinerario che tocca tre Paesi è composto da tre pratiche distinte, che vanno verificate una per una prima di prenotare i voli interni.
  • Perché non pubblicate le regole Paese per Paese?
    Perché non le abbiamo verificate alle fonti ufficiali in questa revisione, e i quattro regimi sono cambiati negli ultimi anni: durate di soggiorno riviste, autorizzazioni elettroniche introdotte o sospese, tariffe modificate. Una tabella non datata su questo tema è un rischio, non un servizio.
  • Che cosa mi chiedono all'imbarco?
    Quasi sempre il biglietto di uscita dal Paese, oltre al passaporto e all'eventuale autorizzazione. È una verifica che fa la compagnia aerea, non la frontiera, e che blocca viaggiatori con biglietti di sola andata anche quando il regime di ingresso sarebbe favorevole. Se viaggi senza ritorno fissato, verificalo prima.
  • Il Giappone è più semplice degli altri?
    Ha un regime proprio, e la reputazione di essere una destinazione senza complicazioni per i viaggiatori europei. Anche lì, però, la durata ammessa e le condizioni si verificano alla fonte: la reputazione di semplicità è un'informazione sul passato, non una garanzia sul presente.
  • Che cosa deve coprire la polizza per un viaggio in Asia?
    Le spese mediche con un massimale adeguato, il rimpatrio a spese reali e l'assistenza raggiungibile a qualunque ora, per via del fuso. Due verifiche specifiche: le attività previste, perché immersioni e scooter sono spesso trattati come rischi particolari, e la copertura in caso di trasferimento verso un ospedale in un'altra città o in un altro Paese.