Kenya e Tanzania: due Paesi, due autorizzazioni da chiedere online
Kenya e Tanzania richiedono ciascuno la propria autorizzazione di ingresso a un viaggiatore italiano, da chiedere online prima della partenza sui rispettivi portali ufficiali. Sono due pratiche separate: un itinerario che attraversa i due Paesi, o che rientra in Kenya dopo una tappa tanzaniana, va pianificato di conseguenza.
Un safari che attraversa il confine è due viaggi dal punto di vista amministrativo. Vale la pena saperlo prima di prenotare i voli interni.
Due Paesi, due pratiche
Kenya e Tanzania hanno sistemi di ingresso distinti e chiedono ciascuno la propria autorizzazione a un viaggiatore italiano. Il Kenya la gestisce con un portale eTA governativo, curato dalla direzione dell’immigrazione, che è anche il canale per verificare lo stato di una domanda.
Non pubblichiamo tariffe né durate: non compaiono sulle pagine pubbliche che abbiamo verificato, e su una formalità un numero sbagliato è peggio di un numero assente. Si leggono al portale, al momento della domanda.
Il punto che rovina più itinerari
Il rientro nel primo Paese. Un giro classico entra in Kenya, scende in Tanzania e risale per il volo di ritorno da Nairobi. Se l’autorizzazione keniana è a ingresso singolo, quel rientro non è coperto. È il tipo di dettaglio che si verifica prima di comprare i voli interni, non dopo.
Le tre cose da fare in anticipo
| Quando | Che cosa |
|---|---|
| Settimane prima | Parlare con un medico o un centro di medicina dei viaggi: alcune profilassi si iniziano prima |
| Alla prenotazione | Chiedere le due autorizzazioni sui portali ufficiali |
| Prima di partire | Verificare validità del passaporto, ingressi ammessi e attività escluse in polizza |
Perché la copertura conta più della pratica
Una riserva è lontana da un ospedale attrezzato: il primo problema non è il rimpatrio in Italia, è il trasferimento verso una struttura adeguata, spesso per via aerea. Su questo tipo di viaggio la garanzia decisiva è l’assistenza, con una centrale operativa raggiungibile, e la verifica che le attività previste non figurino tra le esclusioni.
La tessera sanitaria europea non ha alcun valore in Africa orientale. Il confronto è nel comparatore.
Domande frequenti
-
Con una sola autorizzazione visito entrambi i Paesi?
No: Kenya e Tanzania sono due Stati con due sistemi di ingresso distinti, e ciascuno chiede la propria autorizzazione. Chi organizza un safari che attraversa il confine deve prevedere entrambe le pratiche, e verificare come viene trattato l'eventuale rientro nel primo Paese al termine del giro. -
Dove si chiede l'autorizzazione per il Kenya?
Sul portale governativo eTA del Kenya, gestito dalla direzione dell'immigrazione. È il canale che pubblica le condizioni, riceve le domande e permette di verificare lo stato di una pratica. Come per le altre destinazioni, esistono siti intermediari che applicano un sovrapprezzo per lo stesso modulo. -
Quanto costa?
Non lo pubblichiamo: la tariffa non compare sulle pagine pubbliche del portale che abbiamo verificato, e non riportiamo importi di seconda mano su una formalità. Lo vedrai al momento del pagamento sul portale ufficiale, ed è quello il prezzo di riferimento per capire se un altro sito ti sta chiedendo troppo. -
Serve la profilassi antimalarica o un vaccino?
Sono due questioni diverse dalla pratica di ingresso, e vanno affrontate con un medico o un centro di medicina dei viaggi con settimane di anticipo: alcune profilassi si iniziano prima della partenza. Alcuni Paesi chiedono inoltre un certificato di vaccinazione in funzione dei Paesi attraversati prima dell'arrivo, il che riguarda soprattutto gli itinerari a più tappe. -
Che cosa deve coprire la polizza per un safari?
Tre cose oltre alle spese mediche. Il trasferimento sanitario, perché una riserva è lontana da un ospedale attrezzato. Il rimpatrio, per lo stesso motivo. E la verifica che le attività previste non siano escluse: alcune polizze trattano voli in mongolfiera, immersioni o percorsi in fuoristrada come attività a rischio.